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Aaron Durogati e l’autunno nelle Dolomiti nelle audiostorie di Giovanni Spitale

L’autunno in Dolomiti e l’invisibile aria, dal punto di vista del campione di parapendio Aaron Durogati nell’audiostoria prodotta da Giovanni Spitale.

Sul mio specchio, quello in cui ogni mattina mi guardo in faccia prima di iniziare la giornata, c’è una cartolina. Dice “everything starts with a why“, e mi piace tenerla lì perché mi ricorda che ho deciso di vivere la mia vita in modo curioso.

L’audiostoria Playing with the invisible racconta un punto di vista ed un tempo speciali: racconta l’autunno in Dolomiti e lo racconta dall’aria, dagli occhi di Aaron Durogati, pilota di parapendio, alpinista ed esploratore a tutto tondo. Una storia delicata, intima, alla quale mi sono affezionato subito. L’ho scritta per costruire la spina dorsale di un film prodotto da Storyteller Labs con, in uscita a breve, ma quando l’ho riletta per la prima volta mi è passato per la mente di fare un esperimento, un gioco.

Viviamo un tempo in cui praticamente tutta la comunicazione a cui siamo esposti è visuale. Poster, video, banner… Praticamente ogni cosa bombarda la nostra corteccia visiva, e questo è un problema: come sanno bene i neuroscienziati, se abbiamo qualcosa da vedere allora smettiamo di immaginare, e l’immaginazione non è una cosa a cui io personalmente rinuncerei volentieri: nell’immaginazione ogni immagine è più intensa e più viva, perché è davvero unica e davvero tua.

Playing with the invisible è una bella storia, mi sono detto, ed è bella proprio per le sensazioni che evoca. Come faccio a fare in modo che le persone possano vedere con gli occhi dell’immaginazione la luce speciale delle montagne più belle del mondo? Come posso suscitare non tanto l’impressione, quanto l’emozione del volo poetico in parapendio, o di quello veloce, preciso ed estremo di una piccola vela da speedflying?

È così che ho deciso di provare una strada vecchia e nuova: tornare alle radici dello storytelling, inteso nel senso letterale di “raccontare storie”: raccontarle perché altri le possano ascoltare mentre guidano, o sul treno, oppure mentre si rilassano e basta. Ascoltare e basta: liberando la corteccia visiva, e quindi l’immaginazione.

Un esperimento di questo tipo non sarebbe stato possibile senza il supporto logistico, tecnico e creativo di Storyteller Labs, agenzia con cui collaboro da un po’: tessere assieme suono e parole è un lavoro delicato ed impegnativo, e come ogni lavoro impegnativo non è cosa che si possa realizzare da soli.

Il risultato è già disponibile su Spotify, Apple Music, Deezer, Itunes e sulle altre principali piattaforme di streaming musicale, ed a breve anche sul nostro canale Soundcloud, dove inoltre si possono riascoltare i racconti dalla Patagonia di Matteo Della Bordella. Buon ascolto!

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